“ELEZIONI ALLA RUSSA” nei territori occupati …

“ELEZIONI ALLA RUSSA”

Il sindaco ucraino di Melitopol, nell’Oblast’ di Zaporizhia, Ivan Fedorov, ha riferito il 7 agosto che la resistenza dei residenti ucraini ha costretto le autorità russe a cambiare “costantemente” i loro piani per il referendum. /2 Fedorov ha affermato che le autorità di occupazione avevano pianificato un solo giorno di voto, ma ora stanno prendendo in considerazione sette giorni di “voto da casa” in cui personale militare russo armato andrà casa per casa e “intervisterà” i residenti di Melitopol. /3 Il consigliere dell’amministrazione ucraina di Kherson, Sergey Khlan, ha osservato che le autorità di occupazione non hanno ancora stabilito le condizioni per un referendum al 7 agosto, ma stanno accelerando i loro sforzi dopo una pausa di tre settimane, attribuita agli attacchi degli HIMARS ucraini contro la logistica russa. /4 Eliminando le opzioni di voto di persona e passando a sondaggi casa per casa, le autorità di occupazione russe stanno aumentando le opportunità di intimidire direttamente i civili ucraini. /5 Questo sforzo non è necessario per truccare il voto in modo da ottenere il risultato desiderato dal Cremlino, ma rende quasi impossibile qualsiasi controllo indipendente del voto. /6 Le autorità di occupazione possono anche trasformare questi “sondaggi” in operazioni di raccolta di informazioni per eliminare l’opposizione ucraina nelle aree occupate, e il voto a domicilio limita anche le opportunità di attacchi partigiani in quelle località. /7 — –

Il modello ideale per putiliani, pacifinti e nènèisti

da ISW

Riflessioni di un boomer sulla telenovela CC vs EL

Mah … il problema di Enrico Letta, che è un riformista cresciuto alla scuola di Nino Andreatta , è che ha un partito che, sia nelle strutture che in parte nell’ elettorato, non è in vera sintonia con lui, e ne deve ovviamente tener conto, per evitare ulteriori esiziali scissioni.

Il doppio accordo secondo me era l’ unica strada percorribile ,stante la legge elettorale, pessima, vigente : forse andavano esplicitati meglio oppure , forse, non c’ è stata l’ intelligenza , in CC in particolare, di accettare un po’ di inevitabile ambiguità pre-elettorale (la Destra in questo é maestra).

La politica, oltre che un mestiere serio, è anche un ‘arte, ma ormai è merce rara 🤦

Un buon punto politico e strategico-militare del Ten. Col. Orio Giorgio Stirpe , in congedo, sulla situazione Cina-Taiwan

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid08HXafDzQEcAzXXKzhpSiBBS5hsCpBqwkSyanEfqvAMMLmpGijV7wFH3aSqUF9Ehrl&id=100052842090517&sfnsn=scwspmo

“Non credevo di doverlo fare, ma a questo punto mi sembra opportuno. Visto che intorno all’Ucraina non accade niente di militarmente significativo, gettiamo uno sguardo dal lato opposto del pianeta e vediamo se succede qualcosa del genere a Taiwan.

Anche oggi sulla prima pagina del sito della CNN non c’è menzione dell’Ucraina; neppure su quello della BBC o de La Stampa. I principali siti di ricerca dotati di un certo credito confermano il sostanziale stallo delle operazioni militari nel conflitto in corso, e la quasi totalità del “rumore” mediatico residuo su quel Teatro (ripeto: dal punto di vista puramente militare) è da attribuirsi alle opposte propagande e al loro chiaro interesse a mantenere alta la tensione: da parte russa per confermare il mantenimento dell’iniziativa, e da parte ucraina (direi soprattutto) per continuare ad incoraggiare l’invio di aiuti ed in particolare di materiale militare pesante.
In entrambi i casi la cosa appare perfettamente comprensibile, ma non cambia il fatto che I due schieramenti appaiano decisamente con il fiato corto e disperatamente bisognosi di riordinare e raggruppare le proprie forze per ricostituire il potenziale militare speso.

In estremo Oriente la situazione militarmente è l’opposto: il potenziale militare di entrambi I potenziali schieramenti è al massimo storico, e non ne è stato speso neppure un quantitativo minimo.
Questo porta ad un’affermazione fondamentle per poter discutere della situazione intorno a Taiwan: la crisi laggiù ha un POTENZIALE aspetto militare, ma rimane diplomatica.

La ragione fondamentale di ciò è la natura del protagonista principale, cioè la Cina. Quest’ultima, pur essendo oggi indubbiamente la seconda potenza mondiale, rimane una “superpotenza incompleta” in quanto a differenza di Stati Uniti e Russia non è dotata di una triade strategica significativa; quindi non è in grado di competere direttamente con l’Occidente e per fronteggiare gli USA ha inevitabilmente bisogno di porsi sotto l’”ombrello nucleare” della Russia. La Russia a sua volta ha la convenienza – e per certi versi l’obbligo – di concedere tale “ombrello” praticamente gratis per poter contare sul sostegno politico cinese nel suo conflitto con l’Ucraina.
Le due grandi “Potenze Centrali” eurasiatiche, caratterizzate dalla natura autocratica e anti-democratica dei rispettivi sistemi politici, si integrano reciprocamente e sono praticamente obbligate ad essere in qualche modo “alleate” anche a dispetto della secolare antipatia e del sospetto reciproco che impediscono una sinergia organica come quella che esisteva nel Patto di Varsavia.
La vicinanza fra le due autocrazie però non è tale da mascherare le immense differenze esistenti fra loro in campo economico e militare, e cioè quelle stesse differenze che le obbligano a collaborare per sopperire alle rispettive deficienze.

A dispetto del numero dei suoi soldati e dei suoi armamenti, la Cina non è un Paese militarmente aggressivo: le sue forze armate sono strutturate in maniera essenzialmente difensiva, mancano di una consistente capacità di proiezione e soprattutto non dispongono di alcuna esperienza di combattimento.
Dalla fine della Guerra Civile che l’ha vista prevalere sul Kuomintang, la Cina Rossa ha combattuto solamente tre conflitti di frontiera, tutti e tre di natura limitata e tutti e tre conclusisi in maniera tutt’altro che decisiva; anzi, sostanzialmente sono ancora tutti e tre “dormienti”. Il primo in Corea, dove si è scontrata direttamente con gli Stati Uniti e il conflitto si è interrotto più o meno dov’era iniziato, cioè sul 38° Parallelo; il secondo con l’India, dove ha fruttato l’acquisizione di alcuni territori spopolati ma di elevato valore strategico, ma è anche costato l’ostilità permanente della seconda Nazione più popolosa del mondo; il terzo con il Vietnam, conclusosi in un nulla di fatto dopo gravi perdite, e in seguito al quale Hanoi si trova nella curiosa posizione di essere di fatto l’unico alleato comunista degli Stati Uniti, la potenza contro cui hanno combattuto la loro guerra di “indipendenza”.
Oggi però nessun militare cinese in servizio ha esperienza di cobattimento in alcuno di questi tre conflitti.

La Cina non ha un apparato militare capace di sfidare aperamente i suoi avversari strategici: l’alleanza ormai consolidata fra India e Giappone, saldamente sostenuta dall’Occidente – in particolare da USA e Australia, ma indirettamente anche dalla NATO, dall’ASEAN e dalla stessa Taiwan – la contiene a livello convenzionale, e come detto solo l’”ombrello” nucleare russo la sostiene nel confronto diretto con gli Stati Uniti.
E’ in grado di intimidire gli immediati vicini, ma non di condurre campagne militari offensive paragonabili a quella russa in Ucraina.
E’ una potenza estremamente aggressiva dal punto di vista economico. Tale aggressività può però essere esercitata solamente in un contesto internazionale che consenta la più libera circolazione di persone e di merci. Per assurdo, la Cina è più “globalista” dello stesso Occidente.
E quindi è assolutamente contraria ad un’esasperazione della tensione militare internazionale: l’applicazione alla Cina delle stesse sanzioni imposte alla Russia avrebbe implicazioni gravissime per l’Occidente, ma sarebbe catastrofica per la Cina, che non dispone delle stesse risorse naturali della Russia ed è un Paese importatore tanto quanto è esportatore; soprattutto, paga ciò che importa con il ricavato di ciò che vende in Occidente.

Taiwan non ha valore economico per la Cina, e non rappresenta un assetto significativo per la sua strategia di penetrazione economica per raggiungere la supremazia mondiale: è solo una fondamentale questone di principio, radicata nella storia e nella cultura cinesi, per cui il “separatismo” è considerato la minaccia più grave all’integrità dello Stato.
Consapevole di ciò essendo cinese essa stessa, Taiwan si astiene dal proclamare l’indipendenza (che sarebbe razionalmente la soluzione più logica) e si accontenta di vivere la sua democrazia in un limbo che le garantisce autonomia al prezzo di elevate spese militari.

Militarmente, la Cina non è in grado di conquistare Taiwan: potrebbe sbriciolarla con bombardamenti continui a costo di affossare la propria economia, ma non riuscirebbe a conquistarla per una serie di motivi tecnici troppo lunghi per esporli in questo post. Potete naturalmente non fidarvi della mia opinione, ma la dimostrazione è data proprio dal fatto che non ci ha mai neppure provato. Semplicemente, trattandosi appunto solo di una questione di principio, il gioco non vale la candela. E la Cina storicamente è paziente.

Allora perché tanta furia per la visita di Nancy Pelosi?
Perché al netto di tutto, Xi non è affatto migliore di Putin: è peggiore. La visita della Speaker del Congresso è vissuta da lui come un affronto personale, al quale occorre rispondere in maniera eclatante, sopattutto in vista del Congresso del partito Comunista da cui spera essere riconfermato per un terzo mandato.
Taiwan infatti era già stata visitata in passato da uno Speaker del Congresso (Newth Gingrich) senza suscitare reazioni così spropositate.
Forse, data la tensione internazionale, sarebbe stato più opportuno aspettare qualche altro mese (e Biden lo ha detto chiaramente, ma il capo dell’Esecutivo in democrazia non ha il potere di fermare il capo del Potere Legislativo se questi intende recarsi all’estero), ma non è questo il punto.

Il punto è che la reazione cinese utilizza strumenti militari, ma è di natura diplomatica, non bellica. L’uso massiccio di aerei, navi e missili può apparire spettacolare e rispecchia la collera dell’autocrate cinese, ma non ha comportato alcuna aggressione o danno fisico, e non va presa come un atto propedeutico ad un nuovo conflitto.
E’ un segnale di collera, e come tale va letto.
Ma un attacco contro Taiwan avverrebbe di sorpresa, per prevenire un’intervento americano che lo condannerebbe ad un disastroso fallimento: non dopo un escalation che ha condotto la Flotta del Pacifico a ridosso delle coste cinesi.

La crisi di Taiwan non indica solo la collera di Xi; indica anche che il Dragone ha perfettamente capito la lezione dell’orso Vladimiro: le sanzioni fanno male a tutti, ma ne fanno molto di più a chi le subisce che non a chi le impone.”

Orio Giorgio Stirpe

Perchè la Destra è imbattibile in Italia

Per quanto a sinistra ci possa essere ingenuità o incapacità o ignoranza, non riusciranno mai a superare la palese mala fede della DESTRA.

Troverai sempre una Mel1 “atlantista” con dentro il partito il rappresentante in Italia della DNR e colui che nel 2014 nella DNK andò come controllore di elezioni farlocche , e che propone impossibili “blocchi navali” , e il Kapit1 è b. che imperterriti si sfidano al ribasso a colpi di “flat tax” e di condoni per tutti (la chiamano “pace fiscale”).

Decisamente la destra , con questa sua OPA senza scadenze sulla cialtroneria nazionale, è imbattibile .

E inutili sono le affannose evocazioni del “centro”,  che in Italia, dopo il “miracolo” della DC (ma in piena “guerra fredda”) è solo il centro tavola di una abbuffata senza fine di pietanze strapiene di colesterolo.

L’ atomica tattica di Putler nel post “General SVR e l’ analista militare russo che, per buonsenso, la esclude, ma pone l’ accento sulle grandi fragilità dell’ esercito russo

ATOMICA TATTICA 7 8 2022 General SVR 

“Cari iscritti e ospiti del canale! Il presidente russo Vladimir Putin non solo non ha abbandonato le opzioni per l’uso di armi nucleari nella guerra con l’Ucraina, ma ha anche dato ordini diretti per preparare tali opzioni. Abbiamo più volte affermato che Putin di solito dà ordini per preparare diverse opzioni per l’attuazione di una serie di decisioni e, dopo aver preparato tutte le opzioni, sceglie quella che gli piace di più, immediatamente prima dell’attuazione di questo piano.

Si sta quindi preparando attivamente uno degli scenari per lo sviluppo del conflitto, quando Putin potrà rendersi conto della possibilità di utilizzare armi nucleari tattiche. Il recente bombardamento da parte delle truppe russe della centrale nucleare di Zaporozhye da loro occupata a Energodar si inserisce nell’attuazione di questo scenario. Per ordine del comando delle forze armate russe, è stata minata la centrale nucleare di Zaporozhye, inclusa una delle unità di potenza della centrale. Quando questo piano sarà attuato, parte degli impianti della stazione saranno fatti saltare in aria e l’unità di potenza danneggiata, mentre Putin parlerà accusando la leadership ucraina di terrorismo nucleare, incolpando l’Ucraina per le esplosioni e identificando “terrorismo nucleare” con l’uso di armi nucleari dall’Ucraina, dando l’ordine di utilizzare armi nucleari tattiche come misura di “risposta”.

E se, per iniziare una guerra con l’Ucraina, Putin ha deciso di abbandonare il casus belli formale, sebbene la leadership russa stesse preparando opzioni per le provocazioni, allora in caso di decisione di utilizzare armi nucleari tattiche, il casus belli dovrebbe essere inequivocabile . Putin ha un’idea fissa, ovvero che è necessario ripetere tutti gli errori commessi dagli Stati Uniti affinché la Russia possa essere considerata un grande Paese, e il suo grande sovrano.

Putin è sicuro che sarà proprio la dimostrazione dell’uso impunito delle armi nucleari in un conflitto armato che costringerà l’Occidente a riconoscere la sua forza (di Putin) e costringerà il mondo intero a fare i conti con lui e ad accettare i suoi termini. Questa è, ovviamente, un’idiozia e un pericolo mortale, in primo luogo per la Russia, deliri, ma questa è una realtà per il presidente della Russia gravemente malato o “troppo sano”. Combattere le illusioni di Putin, oltre a cercare di convincerlo di qualcosa, è inutile, l’unica cosa che capisce di sicuro è il “linguaggio della forza” e prima l’Occidente lo capirà e lo imparerà, maggiori saranno le possibilità che Putin non osi usare le armi nucleari.

https://t.me/generallsvr/118

https://wartranslated.com/russian-defence-research-expert-on-afu-performance-the-effect-of-western-weapon-supplies/

L’ analista militare russo espone con grande oggettività tutti gli aspetti che spiegano la debolezza militare russa (al di là dei proclami degli utili idioti) e quindi la deriva verso lo stallo , ed escludere, in base al buonsenso l’ uso dell’ arma nucleare.

Ma Putin non può permettersi nè una lunga guerra di posizione d’ inverno nè una mobilitazione generale …

Lucio Caracciolo e la teoria cospirazionista russa del “Golden Billion”

È interessante riflettere sulla teoria cospirazionista russa del “miliardo dorato” = noi Occidentali che vogliamo dominare il mondo e distruggere la Russia, impossessandoci anche delle sue risorse, nel video di #Crux ben esposta
https://t.co/Y28E4TLY5x

e ampiamente utilizzata da Putler e dalla sua cricca criminale di ideologi falliti e criminali mafiosi per “giustificare” l’ aggressione all’ Ucraina, poi replicata da milioni di utili idioti in giro per il mondo.

Interessante il confronto con l’ articolo di Lucio Caracciolo di Limes comparso sulla Stampa.

https://m.dagospia.com/la-guerra-grande-sfida-usa-cina-e-russia-per-il-primato-mondiale-l-analisi-di-lucio-caracciolo-319980

Dove si ritrova , assieme ad altre “amenità” come la seguente, frutto ammalorato di uno snobismo anti-occidentale da “sinistra nobiliare radical chic”

“Il 24 febbraio ha infatti aperto la fase acuta della competizione Stati Uniti-Cina-Russia.

Intervento armato della terza potenza mondiale per impedire che una terra rivendicata propria,a poche centinaia di km dalla capitale, diventi punta di lancia della prima” (sic)

si ritrova dicevo anche un puntuale riferimento alla teoria del “golden billion” , recentemente esposta anche da Putler.

Eccola:

“E’ il cosiddetto Golden Billion, che si autorappresenta evoluzione della specie. 

(…) Ordinare tanta e così eterogenea densità umana da vertice unico – impero americano o qualsiasi – implica fede totale nella propria missione divina.” (sic)

Non resta che unire i puntini , e ascoltare i meno di 10 minuti del video di #Crux , agenzia di stampa basata in India, e non West-biased , e fare le proprie considerazioni.

Link al video di Crux 👇

https://t.co/Y28E4TLY5x

Un boomer “risponde” (🤦) sulla visita di Nancy Pelosi a Taiwan

Domanda:  la Pelosi decide di andare a Taiwan senza che il governo americano l’abbia autorizzata? Cioè, il suo ruolo le permette di decidere in totale autonomia?

Risposta (di un boomer 😂)

Separazione fra legislativo ed esecutivo cardine di ogni regime “costituzionale” .

Parlamento: ogni parte, e possibili accordi bi-partisan, governo è invece della maggioranza.

Poteri diversi in politica estera, che si completano.

Ovvio che ci siano consultazioni. 1/

Taiwan tema complesso.

Storia : 1949 il PCC vince la guerra civile sconfiggendo il governo legittimo, guidato dal Kuomintang di Chiang Kai Shek, che si ritira a Taiwan.

Per 20 anni Taiwan è stato riconosciuto come legittimo Stato Cina, poi USA con Nixon riconobbe la PRC 2/

Da allora viene riconosciuto internazionalmente il principio “una Cina,due sistemi diversi”, un po’ ambiguo ma ha consentito convivenza pacifica e sviluppo commerci.

Gli USA,che da allora non hanno ambasciata a Taiwan (“fait accompli”),hanno assunto impegno difesa dell’ isola 3/

Con aumento potenza economica e militare cinese, e leadership molto asseriva di Xi Jin Ping, del principio di cui sopra è venuto meno la parte “due sistemi”.

La retorica cinese insiste sulla riunificazione entro il 2049 (centenario PRC), possibilmente in via pacifica. 4/

Problema simile a quello di Ucraina.

In questi 73 anni le generazioni più giovani di taiwanesi si sentono tali, più vicine a uno stile di vita occidentale, e desiderosi di vivere in una democrazia liberale, quale é Taiwan. 5/

Di fronte a questa impasse, ha cominciato a farsi spazio l’ opzione di “ricongiungimento” per via militare (= invasione), che si è espressa con manovre militari, violazione dello spazio aereo,  attacchi cyber etc … fino a quello odierni . 6/

Il tema della visita della Pelosi si inserisce in questa situazione, e fa riferimento all’ impegno americano su Taiwan, mai venuto meno, e recentemente riaffermato dalla Casa Bianca.

Non c’ è differenza su questo fra i due poteri 7/

La differenza è sul momento, che coincide con l’ aggressione della Russia all’ Ucraina e opportunità di contatti con la Cina per favorire avvio negoziati.

Poi, secondo me, come sempre nella politica internazionale, ci sono cose che non sappiamo, e forse mai sapremo 8/

La retorica cinese su Taiwan è aumentata di intensità, anche in relazione al pesante rallentamento economico ,ai problemi di gestione della zero covid policy e all’ imminente Congresso del PCC, che dovrebbe sancire il superamento limite 2 mandati per Xi 9/

Ci sono voci contrastanti: da un lato di prudenza della PRC sul piano militare, viste le difficoltà che la Russia incontra nella guerra di aggressione all’ Ucraina, dall’ altra di preparativi in corso ( es. 

https://t.co/rMny4ekLFQ

).

10/

Potrebbe anche essere,  lo dico da “fessacchiotto” qualsiasi, che ci sia un gioco delle parti: Biden poliziotto “buono”, che insiste sugli interessi comuni su economia, clima etc…, e Pelosi poliziotta “cattiva” , bipartisan fra l’ altro, su impegno Usa alla difesa .

11/

Per “finire” .

Questione complessa,delicata, spinosa,dove si incrociano   -questione economica,commerci,libertà di navigazione nel Pacifico

-convivenza pacifica e eliminare rischi di escalation fra superpotenze

-rispetto volontà popolo che si autogoverna da 73 anni.

Hic est busillis.

/12/ END

Battle to end the war: Ukraine’s chance to get edge over Russia by @IAPonomarenko

https://kyivindependent.com/national/the-battle-to-end-the-war-ukraine-has-a-chance-to-win-initiative-from-russia

《This must be completed before November, when winter comes in Ukraine and the cold and rain will make it extremely difficult to go on the offense. It is crucial Ukraine not lose this chance. Time is not on Ukraine’s side —an endless war of attrition is simply not a choice the country can make.

For the moment it is unclear about where Ukraine can deliver the main strike — leaving Russia guessing and dispersing its forces among all possible areas, exactly what it is doing now. 

A concentrated strike along just one axis, with the use of all advantages provided by Western weaponry, could be a success, Zagorodniuk believes.

“But there’s an ‘if’,” the expert says.

“Our Western partners have to continue providing us with weapons and hardware at least at the same tempo or even faster. It is important that they do not fall to deliberations.” 

“Because each time the war enters a new phase, we have noticed this, they fall into deliberations — if there’ll be a success, or if we can do that, and so on. These deliberations tend to become self-inflicting doubt.” 

“Besides, there’s this ‘fatigue,’ a frustration that goes as far as blaming Ukraine for this endless war. So then just give us what we’re asking for, and we’ll end this war as soon as possible. If anyone is really tired of this war, it’s Ukraine.” 》